Archlinux

Condividere stampante - cups+samba

Avendo ottantaquattromilacinquecentotre computer in casa (solo alcuni di questi funzionano a dovere, per gli altri ho grandi progetti per il futuro…) ed una sola stampante ho deciso di mettere questa in rete, ecco come si fa:
Premetto che la mia è una stampante epson collegata via usb ed usa i driver gutenprint.
Iniziamo.
Prima di tutto colleghiamo la stampante al computer che fa da server ed installiamo cups

sudo pacman -S cups

la pagina del wiki dice di caricare i moduli per l’usb quindi direi di farlo

modprobe usblp

dando lsusb dovremmo vedere la stampante più o meno così

Bus 001 Device 006: ID 04b8:0005 Seiko Epson Corp. Stylus Printer

avviamo il demone di cups

sudo /etc/rc.d/cups start

apriamo un browser ed andiamo all’interfaccia grafica di cups (http://localhost:631/)
qui andiamo su “aggiungi stampante”, diamo un nome, una location e una descrizione alla stampante e poi clicchiamo su “continua”, ci chiederà di sellezionare dal menù a tendina il nostro dispositivo (che in teoria ha trovato, l’abbiamo visto con lsusb)
alla schermata dopo ci chiederà il modello oppure il file PPD che troviamo qui selezionando il nostro modello di stampante.
Per finire click su “aggiungi stampante”.
Adesso apriamo il file /etc/cups/cupsd.conf e aggiungiamo la riga Listen ipvostrocomputer:631 subito sotto la riga Listen localhost:631
(io ho come ip 192.168.0.2 quindi scriverò Listen 192.168.0.2:631)
Adesso questo pezzo di codice (sempre in cupsd.conf)

<Location />
  Order allow,deny
  Allow localhost
</Location>

lo facciamo diventare così

<Location />
  Order Deny,Allow
  Deny From All
  Allow From 127.0.0.1
  Allow From 10.0.0.*
  Allow From 192.168.0.*
</Location>

(in Allow Fron 192.168.0.* l’ip va sostituito con l’ip della vostra rete)
Queste modifiche permettono di raggiungere la stampante da un qualsiasi computer della rete.
Adesso tocca alla configurazione di samba (che spero abbiate installato e funzionante).
Apriamo /etc/samba/smb.conf, cerchiamo la sezione shared definitions e facciamo diventare così la parte che interessa la stampante:

[printers]
   comment = All Printers
   path = /var/spool/samba
   browseable = yes
# Set public = yes to allow user 'guest account' to print
   public = yes
   guest ok = no
   writable = no
   printable = yes

Sul server abbiamo praticamente finito, ci basta riavviare sia cups che samba

/etc/rc.d/cups restart
/etc/rc.d/samba restart

E direi anche di aggiungere in /etc/rc.conf sia il modulo usblp (in MODULES=(…usblp…)) che il demone cups (in DAEMONS=(…cups…)) in modo che si avviino da soli quando accendiamo il computer.
Ora spostiamoci sul client che nel mio caso è windows xp (quando proverò con un client archlinux aggiungerò a questo post una piccola appendice).
In windows xp basta andare su pannello di controllo –> stampanti ed aggiungere una stampante, qui spunteremo la casella “stampante di rete o stampante collegata ad un altro computer” e nella successiva schermata la casella “connetti ad una stampante in internet o della rete domestica o aziendale” ed inseriamo nella casella URL
http://ipDelVostroServer:631/printers/NomeStampante
sostituendo ad ipDelVostroServer l’ip del compuer dove abbiamo collegato la stampante e a NomeStampante il nome che abbiamo dato alla stampante quando l’abbiamo configurata nell’interfaccia grafica di cups. Premendo avanti ci chiederà marca e modello della stampante, una volta inseriti non ci resta che stampare una pagina di prova.

Archlinux, HP Pavilion dv6822el

wireless

Poco più di un mese fa mi sono comprato un bellissimo computer portatile :) ed oggi finalmente mi sono deciso a far funzionare il wireless (che portatile è se non posso connettermi ad internet senza fili?).

Il computer è un HP Pavilion dv6822el; la difficoltà che ho trovato non sta nella configurazione del wifima nella scelta dei driver da usare.. Alla fine ho usato gli stessi che ho installato nella partizione win.

Iniziamo scaricando i driver da qui

Ora installiamo ndiswrapper e cabextract

pacman -S ndiswrapper ndiswrapper-utils cabextract

Estraiamo i driver dal file che abbiamo scaricato prima

cabextract sp39912.exe

adesso (come da wiki) diamo i seguenti comandi:

ndiswrapper -i bcmwl5.inf
ndiswrapper -l
ndiswrapper -m
depmod -a

Ora non resta che aggiungere il modulo ndiswrapper in rc.conf in modo che si carichi automaticamente ad ogni avvio del computer, quindi apriamo il rc.conf con il nostro editor preferito ed aggiungiamo ndiswrapper alla riga MODULES=(…)
Per non dover riavviare carichiamo il modulo a mano e vediamo se l’hardware è stato riconosciuto:

modprobe ndiswrapper
iwconfig

a questo punto la lucetta del wireless dovrebbe magicamente essere diventata blu (invece di arancione come era prima) ed iwconfig dovrebbe dare un output simile a questo:

lo        no wireless extensions.

eth0      no wireless extensions.

wlan0     IEEE 802.11g  ESSID:"dd-wrt"  Nickname:"dd-wrt"
Mode:Managed  Frequency:2.417 GHz  Access Point: 00:18:84:81:75:45
Bit Rate=54 Mb/s   Tx-Power:32 dBm
RTS thr:2347 B   Fragment thr:2346 B
Power Management:off
Link Quality:70/100  Signal level:-51 dBm  Noise level:-96 dBm
Rx invalid nwid:0  Rx invalid crypt:0  Rx invalid frag:0
Tx excessive retries:0  Invalid misc:0   Missed beacon:0

Da adesso la nostra scheda wireless funziona. Per connetterci ad un segnale wifi usiamo wlassistant quindi:

pacman -S wlassistant

Da un terminale digitiamo

sudo wlassistant

ci comparirà una finestra con i vari segnali wifi, basta premere quello al quale ci vogliamo connettere ed il gioco è fatto!

Archlinux, Musica

configurare mpd

Mpd è un demone che permette di riprodurre la musica. E’ utile per gestire la musica da remoto. In più non avendo bisogno di un interfaccia grafica è molto leggero.

Configurare mpd è abbastanza semplice. Per questa guida ho adattato la pagina su mpd del wiki di archlinux.it.

Per prima cosa installiamo mpd:

# pacman -S mpd

Ora dobbiamo prendere il file di esempio (/etc/mpd.conf.example), cambiargli il nome in mpd.conf e modificarlo:

# cp /etc/mpd.conf.example /etc/mpd.conf
# nano /etc/mpd.conf

decommentiamo la riga

#music_directory                 "path_to_your_music_collection"

e inseriamo tra le virgolette il percorso della nostra libreria musicale, il risultato sarà qualcosa tipo:

music_directory                 "~/musica"

adesso conviene creare una cartella .mpd nella nostra home per evitare problemidi permessi

$ mkdir ~/.mpd

e configurare le righe sotto a music_directory come queste:

playlist_directory              "~/.mpd/playlists"
db_file                         "~/.mpd/mpd.db"
log_file                        "~/.mpd/mpd.log"
error_file                      "~/.mpd/mpd.error"

e ancora con mpd.pid e mpdstate

pid_file                        "~/.mpd/mpd.pid"
state_file                      "~/.mpd/mpdstate"

per finire andiamo a cambiare l’utente da mpd a proprioutente, nel mio caso viene:

user                            "fosco"

ora salviamo il file con ctrl+o ed usciamo con ctrl+x

Adesso bisogna creare la cartella playlists

$ mkdir ~/.mpd/playlists

il file mpd.pid

$ touch ~/.mpd/mpd.pid

e creare il database

$ mpd --create-db

ora non ci resta che avviare il demone

# /etc/rc.d/mpd start

Per usare mpd da terminale installiamo mpc

# pacman -S mpc

che ci permette di ascoltare la musica con comandi tipo

$ mpc play
$ mpc stop
$ mpc pause
$ mpc next

in alternativa sonata è una buona interfaccia grafica per mpd

# pacman -S sonata

oppure gmpc

# pacman -S gmpc

Fotografia, Pensieri Sparsi

Co che uno xé semo

Uncategorized

Tetris

Prima di vedere il video accendi le casse altrimenti ti perdi meta’ del divertimento :)

Archlinux

mldonkey da remoto

Dopo aver scoperto il motivo per cui mldonkey smetteva di vivere dopo un tempo che variava tra dieci e trenta minuti dal suo avvio (bug: troppi file in download) ho voluto provare ad accedere a mldonkey da remoto. Niente di più semplice: basta editare il file ~/.mldonkey/downloads.ini ed aggiungere ad

allowed_ips = [ "127.0.0.1";]

l’ip 255.255.255.255; salvando il risultato sarà:

allowed_ips = [
"127.0.0.1";
"0.0.0.0/0";]

Ultima cosa da fare è accedere a mldonkey e dare il comando useradd admin password, ovviamente sostituendo ad admin un nome utente e a password una password (io non l’avevo fatto ed ho avuto trenta secondi di panico prima di capire il motivo per cui non riuscivo ad accedere).

Ora non vi resta che cambiare computer, aprire un browser e inserire l’indirizzo:

http://host:4080

oppure aprire un terminale e digitare:

$ telnet host 4000

Archlinux

Archlinux x86_64

logo.pngDopo molti anni di fedele servizio della mia cara distrbuzione mi sono deciso a sostituirla con l’ormai perfetta Archlinux per 64 bit. I pacchetti nei repo sono praticamente gli stessi di quelli dei repo della 32 bit, a differenza di qualche anno fa; tra l’altro non mi da più quei problemi irrisolvibili dei driver nvidia con cui ho scassato la testa a tutto il canale #archlinux in diverse occasioni. Finalmente sono riuscito a far funzionare compiz (niente di più facile –> pacman -S compiz) e subito mi sono reso conto della sua quasi totale inutilità… accetto consigli per imparare ad usarlo in modo intelligente, altrimenti “pacman -Rcs compiz” funziona sempre :)

Archlinux

Ed2k

E’ vero che lost è bello, molto bello. Lo stesso vale per prison breack ma copiare e incollare 24 link ed2k per vederlo è una vera scocciatura. Finalmente sono riuscito (in verità non avevo mai provato prima) a risolvere questo problema. Ci si mette due minuti a risolverlo, potevo pensarci prima ma come si dice qui “chi no ga testa ga gambe”…

Ho seguito questa guida che dice semplicemente di creare un file contenente questo testo:

#!/usr/bin/perl

#Creates a link to submit to MLdonkey and submits using Firefox

use URI::Escape;
$uri  = $ARGV[0];

$link = sprintf("http://localhost:4080/submit?q=dllink+%s",
        uri_escape($uri));

exec ('firefox',$link);

poi scrivere nella barra degli indirizzi di firefox “about:config” e da li creare un nuovo boolean con nome network.protocol-handler.external.ed2k e true come valore, poi creare una stringa con nome network.protocol-handler.app.ed2k e l’indirizzo del nuovo file come valore. A questo puntobasta riavviare firefox ed il gioco e’ fatto. Provare per credere –> drunkendonkey

Architettura, Pensieri Sparsi

7 cubi

modulor.jpgHo deciso di dedicare questo pomeriggio al cazzeggio ed eccomi qui a scrivere un nuovo post per la prima volta dopo qualche mese. Visto che i protagonisti principali della mia vita sembra siano diventati il treno, venezia e i plastici ho creato un apposito spazio per questi ultimi nella mia meravigliosa galleria fotografica.

Ecco qui le (poche) foto del progetto che mi ha procurato un meritatissimo 28 all’esame di ieri. Se qualcuno invece fosse interessato agli altri due terzi della mia vita e quindi volesse vedere foto di treni o di venezia può cliccare rispettivamente qui e qui.

Tornando alla magnifica casetta delle foto ne sono molto fiero poiche’ sono riuscito a progettare un rifugio per le vacanze (come l’ha definita il prof) composto da 7 cubetti di 2.26×2.26×2.26 metri che ricorda i bunker di lost. Infatti questa minuscola casetta e’ stata pensata completamente in cemento armato perche’ dei semplici mattoni intonacati non piacevano al professore.

Pensieri Sparsi

Studio serissssssimo

j0335631.gifDa una serata molto intelligente passata con mia morosa e’ nata la seguente idea ed e’ subito diventata protagonista di un serio studio: ho vent’anni; quante volte ho fatto pipì? E la domanda più difficile è: all’ incirca quanti litri avrò prodotto?

Facciamo un veloce calcolo: poniamo che una persona vada in bagno circa 5 volte al giorno, in un anno diventano 1825 volte ed in vent’anni 36500. Da adesso sono molto più incerto. Ho pensato che ogni volta si possa fare circa 1/4 di litro di pipì quindi verrebbero 9125 litri in vent’anni ma ho paura che la quantità non sia esatta poichè è molto variabile di volta in volta. Se l’ultimo dato fosse giusto vorrebbe dire che in ventanni si arriverebbe a riempire di pipì una vasca di 9 metri cubi.

Abbiamo proposto ai nostri amici di aiutarci a compiere il nostro studio contando le volte che ognuno di loro va in bagno ogni giorno e li abbiamo anche invitati a dare un voto alla quantità di pipì (da 1 a 3) per poter stimarne le reali quantità. Se qualcuno volesse contribuire allo sviluppo di questa “scienza” lasci i suoi dati empirici nei commenti.

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