Altra canzone del grande Guccini, “dedico” questo post a mia morosa visto che, se non fosse stata troppo scansafatiche :P, l’avrebbe pubblicato lei.
Meno seria della canzone precedente ma sicuramente scritta con molto interesse verso l’argomento, Francesco Guccini racconta usi e costumi dei fichi:
La canzone, onestamente, come testo non è un granché. Però ci ho messo tutta una grande ouverture musicale. Quindi attendete, vado ad eseguire l’ouverture. L’ouverture mi è riuscita un… un sessanta per cento, che non è una brutta percentuale, credetemi… no, sì, eeh, no no. È che io a questo punto avrei dovuto fare un do, ma il do non è una nota facile, il do è una nota… Beethoven che era Beethoven il do ci prendeva un… un ottanta per cento delle volte, anzi ha scritto una “Decima sinfonia senza do perché mi fa rabbia”, ma la società “Gli amici delle sette note” non gli ha mai permesso di pubblicare. E il tempo di questa canzone è un tempo, il tempo è un tempo… carina questa: il tempo è un tempo, ma, il tempo un tempo era… Ah, un momento, bisogna spiegare a quelli di sotto che il microfono che dovrebbe essere qui è qui e il microfono che dovrebbe essere qui è qui. Il fatto che qui e qui in italiano si dica nello stesso modo complica orrendamente le cose però… va beh, insomma, il tempo un tempo era… un valzer moderato, ma col passar del tempo, e te dai… ha acquistato una precisa coscienza politica ed è diventato un valzer decisamente di sinistra. Ah ah aah! Aah! Virtuosismi? Ma vorrei l’applauso. Temo che questa chitarra sia orrendamente scordata, ma il pezzo è giusto con la chitarra orrendamente scordata. La canzone potrebbe ricordare a qualcuno…, la canzone si chiama “I fichi”, potrebbe ricordare a qualcuno “I crauti”. “I crauti” è una canzone scritta tanti anni fa, una canzone… si fa per dire, che faceva:
Io non capisco la gente
eh te fai sì sì con la testa, la conosci! È la tua canzone preferita. Te a un certo punto vai col tuo amoroso e dici “Senti, suonano i crauti: è la nostra canzone!” No, un momento c’è della gente così, eh!
Io non capisco la gente
questo è il valzer con una precisa coscienza politica, però non è, cioè, c’è un…, è, è, maes…, lei mi dica… ha una…
che non ci piacciono i crauti.
Ecco, la mia canzone è molto diversa, molto diver… Fa:
Io non capisco la gente
eh lo so, va beh, d’altra parte…
che non ci piacciono i fichi.
Già diversa! Già diversa!
l’han detto persino gli antichi
sì ai fichi ed abbasso i bignè.
Virtuosismo. C’è questo sol che è… è un mi bemolle, comunque… Lo abbassiamo? Lei cosa dice? Lo abbassiamo? Ma sì… Ma sì… Seconda strofa nella quale si va a spiegare l’ontologia del fico, ovvero la vera, reale essenza del fico. Che non, non è da tutti, insomma, per il fico, intendo. Notate che quando faccio il virtuosismo mi abbasso con la spalla sinistra perché mi viene… più facile. Peccato che nel disco non lo vedranno che mi abbasso con la spalla sinistra, ma… Eh? Cosa viene adesso?
I fichi son quella cosa
pregevoli assieme al prosciutto
mangiabili in parte o del tutto
da soli o sia pure in alcun.
A few body, come dicono gli anglosassoni.
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